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La visione dell’artista Gina Lollobrigida è vicina a maestri della scultura contemporanea quali Manzù, Greco o Messina. La loro opera, in seno all’arte italiana contemporanea, rientra nell’alveo della tradizione, e Gina Lollobrigida ha mostrato un indubbio coraggio rivolgendosi programmaticamente, in un momento di fioritura delle più disparate correnti avanguardiste. La struttura plastica dei suoi lavori è improntata alla semplicità, fondandosi sulla tendenza costante a rompere la staticità della materia e conferire, per mezzo della composizione, movimento alle forme nello spazio. Ciò è particolarmente evidente nei lavori dove l’artista affronta il tema della danza, nel contrasto densamente espressivo tra le eleganti e possenti linee che scontornano la figura e la lieve stoffa degli abiti, mossi quasi da refoli di vento. Ma anche nelle composizioni statiche (nei ritratti e nelle figure allongées) è sempre presente una sorta di sotterranea dinamica interiore, per così dire emotiva.

A cura di Irina Antonova,
Direttrice del Museo Puškin delle Arti Figurative di Mosca

Il lavoro a Pietrasanta



Dal 1990 ha ripreso in pieno la sua attività di scultrice, che aveva appunto trascurato per il cinema. Ha modellato più di sessanta sculture, di cui alcune in marmo.
Gina ha seguito tutte le fasi del lavoro nei laboratori e nelle fonderie di Pietrasanta: dall’idea, dalla preparazione, al lavoro in creta e al ritocco delle cere, alla fusione in bronzo. Ha lavorato personalmente alla finitura delle parti più delicate, manovrando come un esperto operaio frese e carte abrasive, fino alla doratura in oro a 24 carati di molte delle sue sculture, dedicate ad alcuni dei suoi personaggi cinematografici. Per anni ha tenuto gelosamente nascoste le sue opere.



Il mondo per i bambini


Scultura monumentale di 5,40 metri di altezza (1993)

Gina lavora alla parte superiore della scultura in creta alta più di 5 metri. Il modello bianco è l’originale in gesso di 2,30 metri d’altezza che consente di fare l’ingrandimento direttamente senza una scultura intermedia.
Dopo aver cesellato i vari pezzi, la scultura in bronzo viene assemblata. L’opera viene poi patinata a fuoco. Tutto il lavoro ha richiesto più di un anno ed è stato controllato scrupolosamente da Gina in ogni sua fase.

Esmeralda


Scultura monumentale di quasi 6 metri (2001)

Prima di realizzare l’ingrandimento, essendo l’originale solo un metro di altezza, è necessario fare una scultura intermedia dell’Esmeralda, in questo caso di 1,70 metri di altezza, in creta e poi in gesso. La nuova Esmeralda in gesso serve da modello per realizzare quella in creta alta 5,40 metri più doppia base.
L’opera è cesellata, patinata e dorata. Ad ogni spostamento devono essere verificate la patinatura e la doratura. Infatti le corde che sollevano la scultura, di 40 quintali circa, danneggiano inevitabilmente alcuni punti della superficie.